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Lance Armstrong, il noto ciclista, ha definito il suo cancro, evento che può generare un importante trauma, come “la miglior cosa che mi sia mai capitata”.
Sicuramente, l’affermazione di Lance è molto forte e può suscitare legittima rabbia in persone che, in questo momento, stanno lottando con esperienze difficili della propria vita.
D’altra parte, va riportata l’attenzione su un dato importante: il nostro cervello è in grado di trovare, sempre e rispetto a qualsiasi esperienza, una
soluzione adattiva. Se questo non succede, vuol dire che si è bloccato qualcosa in un meccanismo naturale. Aiutare il cervello a riattivare quel meccanismo bloccato significa permettere ad esso di ritrovare la sua naturale resilienza e di
utilizzare l’esperienza traumatica in chiave funzionale-adattiva.
Un’esperienza opportunamente elaborata, anche se negativa, lascia sempre un arricchimento, ci lascia la conoscenza di informazioni su noi stessi e sulla realtà che possiamo riutilizzare.
Negli ultimi tempi, si sta diffondendo un’importante area di ricerca sulla cosidetta
“crescita post-traumatica”, ossia sull'utilizzazione di un’esperienza negativa come risorsa di trasformazione positiva. La devastazione e il senso di confusione lasciati da un trauma possono fornire un’opportunità per costruire nuove modalità di vita e di pensiero nella percezione di sé, nelle relazioni interpersonali e nella filosofia di vita.
Il trauma
Sintomi
del trauma non elaborato
Come
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