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Il Disturbo della Condotta è caratterizzato dalla persistente violazione dei diritti fondamentali degli altri o delle regole della società in cui il bambino, o più frequentemente il ragazzo, vive. La violazione si inserisce all’interno di 4 gruppi fondamentali: la distruzione della proprietà, le aggressioni a persone o animali, la frode o il furto e gravi violazioni di regole.
Per la diagnosi di Disturbo della Condotta, l’anomalia del comportamento deve implicare una compromissione significativa nel funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.
I bambini o gli adolescenti con questo disturbo spesso innescano comportamenti aggressivi
e reagiscono aggressivamente contro gli altri. Essi possono mostrare un comportamento prepotente, minaccioso, o intimidatorio; dare inizio frequentemente a colluttazioni fisiche; usare delle armi; essere fisicamente crudeli con le persone o con gli animali. L’aggressione può assumere anche la forma di stupro, violenza, o, in rari casi, omicidio.
La distruzione della proprietà può includere l’incendio doloso oppure atti vandalici, quali ad esempio spaccare i vetri delle macchine.
I soggetti affetti da questo disturbo commettono anche gravi violazioni di regole (per es., scolastiche, familiari): hanno l’abitudine, che esordisce prima dei 13 anni, di stare fuori fino a tarda notte nonostante le proibizioni dei genitori oppure di “marinare” la scuola.
Il Disturbo della Condotta può avere il suo esordio nella fanciullezza o nell’adolescenza. Il tipo a esordio nella fanciullezza, prima dei 10 anni di età, tende ad essere più grave e ad avere una prognosi peggiore.
E’ prevista una specificazione di gravità del disturbo su tre livelli (lieve, moderato e grave) in funzione della quantità di sintomi presenti e dei danni che questi sintomi provocano agli altri.
L'intervento più idoneo è quello di psicoterapia ad
orientamento cognitivo-comportamentale.
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