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Con il termine “enuresi” si definisce quel fastidioso disturbo caratterizzato dalla emissione involontaria e incosciente di urine, che avviene di solito durante il sonno, in bambini oltre i cinque anni di età, in assenza di lesioni dell’apparato urinario.
La pipì a letto è un fenomeno abbastanza comune: interessa circa il 27% dei bambini dell’età di 4 anni, il 15% a 5-6 anni, il 6-7% a 9-10 anni, il 3% a 12 anni e l’1% a 18 anni.
Può comparire in modo continuo (tutte le notti) o saltuario (2-3 volte a settimana).
L’enuresi infantile può comparire in tre diverse forme:
Forma primaria, nella quale il bambino, oltre i 4-5 anni, bagna il letto senza aver mai acquisito il controllo delle minzioni notturne (85% dei casi).
Forma secondaria, nella quale il bambino, sempre dopo i 4-5 anni, ricomincia a bagnare il letto, dopo aver raggiunto e mantenuto, per almeno 5-6 mesi, il controllo notturno della minzione (13% dei casi).
Forma automatica, nella quale il disturbo si presenta non solo di notte, ma anche di giorno.
Alla base di questo tipo di disturbo sembra esservi un apprendimento sbagliato dell’abilità della
continenza notturna (abilità che viene normalmente appresa fra l’anno e mezzo e i quattro anni e mezzo di età), a cui poi si aggiungono
problemi emozionali legati al sentimento di vergogna che il bambino prova per il suo comportamento.
Decisivo risulta essere l’atteggiamento dei genitori verso il bambino. Costituiscono
fattori di mantenimento del disturbo sia un atteggiamento rigido e colpevolizzante, sia uno di tipo permissivo e negligente.
Altre possibili cause sono:
influenze emozionali ( ansia del bambino legata a particolari momenti di stress e tensione emotiva);
ricerca di attenzioni da parte del bambino;
cause fisiche (infezioni delle vie urinarie, diabete, malformazioni di organi dell’apparato urinario);
ereditarietà.
Trattamento
psicologico e farmacologico
A
chi rivolgersi
Altri
disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza
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