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Trovandosi a valutare un caso di enuresi
infantile, la prima cosa da fare è escludere la presenza di cause fisiche (infezioni urinarie o anomalie anatomiche) attraverso un
consulto pediatrico.
Potendo escludere un’enuresi di tipo organico, si procede alla ricerca di altri fattori causali e in base all’esito dell’indagine si opta per un tipo di
intervento piuttosto che un altro o per una combinazione di essi.
Essenzialmente si può scegliere di intervenire a livello farmacologico e/o comportamentale.
Intervento farmacologico
Un farmaco comunemente utilizzato nel trattamento dell’enuresi è la desmopressina, in spray o in compresse, la cui azione principale consiste nella riduzione della produzione di urine, attraverso la ritenzione dei fluidi e la concentrazione delle urine a livello dei tubi distali.
Anche l’antidepressivo triciclico imipramina è a volte prescritto dai medici.
Attraverso l’utilizzo di farmaci si può ottenere un iniziale incremento del controllo
urinario, ma molti studi dimostrano che alla sospensione della somministrazione, si verificano
ricadute fino al 95 per cento dei casi.
Intervento comportamentale
Affrontare l’enuresi da un punto di vista comportamentale richiede certamente un tempo un po’ più lungo rispetto all’intervento farmacologico, ma permette anche il
mantenimento a lungo termine del comportamento acquisito.
L’obiettivo di tale intervento è agire concretamente sul comportamento del bambino, utilizzando un sistema di incentivi che lo diriga verso l’acquisizione del
comportamento desiderato (comportamento di toilette appropriato, autocontrollo, autonomia) e l’eliminazione di quello
indesiderato (bagnare il letto).
A ciò si accompagna un continuo monitoraggio dello stato psicologico del bambino, dei suoi aspetti emotivi (ansie, paure, sentimenti di vergogna) e motivazionali.
L’enuresi è per un bambino fonte di imbarazzo e impone un limite nella scelta delle attività.
A ciò possono aggiungersi problemi emozionali legati all’acuto senso di vergogna e ad esperienze di derisione da parte dei coetanei.
L’enuresi può determinare un carico pesante anche nelle relazioni
familiari, soprattutto nelle famiglie numerose, dove più bambini bagnano il letto.
È perciò consigliabile intervenire psicologicamente sul bambino enuretico prima che sia troppo grande e e che si sia instaurato un atteggiamento errato nei confronti del problema, connotato da eccessiva apprensione e/o colpevolizzazione del
bambino stesso.
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Presso il nostro Istituto di Firenze è attivo un servizio per il trattamento
comportamentale (e farmacologico, ove necessario) dell'enuresi
infantile.
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