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La psicoterapia cognitivo-comportamentale costituisce il trattamento psicoterapeutico di elezione per bambini, adolescenti e adulti con DOC.
Essa, come dice il nome, è costituita da due tipi di psicoterapia che si integrano a vicenda: la psicoterapia comportamentale e la psicoterapia cognitiva.
Tra le tecniche più usate della psicoterapia comportamentale per il DOC ci sono quelle
dell'esposizione e prevenzione della risposta.
L'esposizione allo stimolo ansiogeno si basa sul fatto che l'ansia tende a diminuire spontaneamente dopo un lungo contatto con lo stimolo stesso. Così, le persone con l'ossessione per i germi possono essere invitate a stare in contatto con oggetti "contenenti germi"
(es: prendere in mano dei soldi) finché l'ansia non è scomparsa. La ripetizione dell'esposizione,
che deve essere condotta in modo estremamente graduale e tollerabile per il
paziente, consente la diminuzione dell'ansia fino alla sua completa estinzione.
Perché la tecnica dell'esposizione sia più efficace è necessario che sia affiancata alla tecnica di
prevenzione della risposta, perché l'emissione dei rituali ostacola una sufficiente durata dell'esposizione e non consente l'estinzione dell'ansia condizionata. Nella prevenzione della risposta vengono sospesi, o inizialmente almeno rimandati, gli abituali
comportamenti ritualistici che seguono alla comparsa dell'ossessione. Riprendendo l'esempio precedente, la persona con l'ossessione dei germi viene esposta allo stimolo ansiogeno e viene invitata a sforzarsi di non mettere in atto il suo rituale di lavaggio, aspettando che l'ansia svanisca spontaneamente.
Si segue insomma il principio "guarda la paura in faccia e cesserà di turbarti".
La psicoterapia cognitiva centra la sua attenzione
sulla modificazione di alcuni processi di pensiero automatici e disfunzionali; in
particolare agisce su l'eccessivo senso di responsabilità, sull'eccessiva importanza attribuita ai pensieri,
sulla sovrastima della possibilità di controllare i propri pensieri e
sulla sovrastima della pericolosità dell'ansia, che costituiscono le
principali distorsioni cognitive dei pazienti ossessivo-compulsivi.
Trattamento farmacologico
La terapia farmacologica del DOC è stata caratterizzata storicamente dall'impiego
dell'antidepressivo triciclico clomipramina
(Anafranil). Recentemente si è largamente diffuso l'impiego degli inibitori
selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Vari studi hanno sottolineato la sostanziale equivalenza terapeutica della clomipramina e degli SSRI nel trattamento del DOC.
La tendenza, per avere un'efficacia anti-ossessiva delle molecole
antidepressive, è all'uso di dosaggi che vanno verso quelli massimi consentiti per ciascuna molecola. Può essere necessario un periodo di tempo che va
dalle dieci alle dodici settimane prima di ottenere una risposta clinica
positiva.
Una percentuale di pazienti che può variare dal 30 al 40% non rispondono ai
farmaci. Anche per i pazienti che rispondono in maniera significativa al trattamento farmacologico, la dimensione della risposta è abitualmente incompleta, con pochi pazienti che arrivano ad essere totalmente privi di sintomi.
Troviamo quindi, per cercare di ottenere un effetto terapeutico, l'uso in combinazione di clomipramina e di un farmaco
SSRI, della clomipramina somministrata per via endovenosa, che ha dimostrato di essere una terapia efficace per i pazienti che non rispondono al trattamento per via orale, o di
neurolettici di ultima generazione, quali il risperidone
(Risperdal, Belivon), l'olanzapina (Zyprexa) e la quietapina (Seroquel).
Quando sia il trattamento psicoterapeutico
cognitivo comportamentale che la terapia farmacologica non hanno dato risultati soddisfacenti, può essere utile ricorrere ad un
ricovero ospedaliero in una struttura specializzata.
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