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Il trattamento delle fobie è
relativamente semplice, se non complicato da altri disturbi psicologici, e
prevede primariamente un percorso di psicoterapia
cognitivo comportamentale di breve durata (spesso entro i 3-4 mesi).
La psicoterapia delle fobie, dopo un periodo di valutazione del caso che
si esaurisce in genere nell'arco del primo mese, passa necessariamente
attraverso l'utilizzo delle tecniche di esposizione graduata agli stimoli
temuti. Il paziente viene avvicinato in modo molto progressivo agli stimoli
che innescano la paura, partendo da quelli più lontani dall'oggetto o
situazione centrale (es. l'immagine di una siringa nuova per un fobico degli
aghi o una scatoletta di mangime per un fobico dei cani). Il contatto con tali
stimoli viene mantenuto finché inevitabilmente non subentra l'abitudine
ed essi non generano più ansia. Solo a tal punto si procede all'esposizione ad
uno stimolo leggermente più ansiogeno, in una gerarchia accuratamente preparata
in seduta a priori. In questo modo, nell'arco di poche settimane, si riesce a
salire sulla gerarchia fino ad arrivare a esposizioni molto più forti,
senza suscitare mai troppa ansia nel soggetto e ripetendo ogni esercizio finché
non è diventato "neutro".
Tale procedura può spaventare molto le persone che soffrono di una fobia,
poiché implica affrontare vis a vis l'oggetto o situazione temuta, ma se
ben effettuata, con l'aiuto di un terapeuta esperto, è assolutamente
applicabile e garantisce un successo nel 90-95% dei casi.
In alcuni casi, per rendere più efficace il metodo, si insegnano al paziente strategie
di rilassamento fisiologico e lo si invita ad utilizzarle poco prima di
esporsi agli stimoli ansiogeni, in modo da facilitare la creazione di un nuovo
condizionamento, in cui l'organismo associ rilassamento, anziché ansia, a tali
stimoli.
Nel caso di fobie invalidanti è molto diffuso
l'uso di farmaci ansiolitici
"al bisogno", per gestire l'ansia dovendo fronteggiare
necessariamente certe situazioni temute (es. prima di prendere l'aereo). Tale
strategia consente di sopravvivere all'evento, ma non ottiene altro che
l'effetto di rafforzare la fobia. Più utili, eventualmente, anche se non
paragonabili e indubbiamente meno efficaci delle tecniche cognitivo
comportamentali, possono essere delle adeguate e prolungate terapie a base di antidepressivi
SSRI, sotto attenta valutazione medica.
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