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1) Per chi è adatta ?
2) Per quali disturbi è indicata ?
3) Quanto dura ?
4) Con che frequenza è necessario vedere il terapeuta ?
5) Come è considerato l’uso degli psicofarmaci ?
6) Dove posso trovare un terapeuta ?
7) In che modo vengono valutati i pazienti ?
8) Come sono impostate le sedute ?
9) È previsto del lavoro da fare a casa fra le sedute ?
7) In che modo vengono
valutati i pazienti ?
La terapia cognitivo-comportamentale inizia con una fase di valutazione
occupa, in genere, due o più sessioni. Il terapeuta, probabilmente, richiederà
anche la compilazione di una serie di questionari auto-redatti per rilevare la gamma dei possibili sintomi e problemi.
Il terapeuta analizzerà le varie situazioni e tipi di relazioni che possono causare
difficoltà al paziente. Lo scopo complessivo di tale valutazione è quello di raccogliere una quantità sufficiente di
informazioni in modo tale da comprendere il tipo di problemi che il paziente ha (o non ha) ed il loro grado di rilevanza, per formulare
un piano di trattamento adeguato.
8) Come sono impostate le sedute ?
La terapia cognitiva cerca di lavorare in maniera efficiente durante i 50/60 minuti di
seduta. Diversamente da altre modalità non strutturate, il paziente ed il terapeuta
seguono generalmente un piano di lavoro per ogni seduta. Tale piano può includere osservazioni, commenti e prescrizioni sull'esperienza relativa alla seduta precedente,
sul lavoro a casa, su uno o due problematiche del momento, su ciò che si è rilevato nella seduta, sul lavoro a casa relativo alla seduta successiva. Lo scopo è quello di
provare ed imparare a risolvere problemi, non semplicemente di lamentarsene.
9) È previsto del lavoro da fare a casa fra le sedute ?
Se vi affidate ad un istruttore personale in un centro di fitness, vi aspettate di ricevere istruzioni su come esercitarsi in assenza dell'istruttore. La stessa cosa vale per la terapia cognitivo-comportamentale. Quello che viene appreso in terapia è anche ciò che viene praticato al di fuori di essa. Vi sono ricerche che dimostrano come pazienti che svolgono
compiti a casa migliorano prima e stanno meglio più a lungo. Il lavoro a casa può includere
prendere nota dei propri stati d'animo, pensieri e comportamenti, pianificare le attività,
riconoscere i pensieri negativi, raccogliere informazioni, modificare il modo di comunicare con gli altri, ed altri compiti del genere.
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