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Una qualunque patologia degli organi pelvici che renda contemporaneamente dolorosi la penetrazione o l’atto sessuale, o che abbia in passato causato dolore, può predisporre il campo allo sviluppo della
reazione vaginismica. Tra i fattori fisici più comunemente citati come causa di vaginismo troviamo l’eccessiva rigidezza dell’imene, resti imenali dolorosi, endometriosi, malattie infiammatorie delle pelvi, atrofia senile della vagina, tumori pelvici, ecc. Ovviamente, se la patologia locale è ancora causa di dolore durante il rapporto sessuale, è necessario cominciare col guarire o migliorare lo stato morboso della paziente se si vuole un buon esito della
terapia del vaginismo.
Molto più spesso il vaginismo è dovuto ad una varietà di fattori psicologici e
sociali, quali un’educazione rigidamente religiosa, l’impotenza del partner, le conseguenze psicologiche di uno stupro.
In generale, qualunque stimolo negativo associato all’atto sessuale o alla penetrazione vaginale
che possa essere responsabile dell’acquisizione di questa reazione, a prescindere dal fatto che la contingenza negativa sia reale o immaginaria, e a prescindere dal fatto che la paziente ne sia o meno consapevole.
I fattori, quindi, possono essere svariati ma la causa immediata è specifica: il
vaginismo si verifica quando una contingenza negativa viene associata all’atto della penetrazione vaginale o anche soltanto alla sua immagine mentale.
Il trattamento del vaginismo ha come scopo primario la modificazione della causa immediata del disturbo: la reazione condizionata. Il trattamento consiste nel progressivo
decondizionamento dello spasmo involontario dei muscoli dell’entrata vaginale. Tuttavia, prima che questo traguardo possa essere raggiunto, deve essere rimossa la riluttanza fobica alla penetrazione
vaginale, attraverso procedure psicoterapeutiche.
In particolare, la procedura di estinzione della risposta condizionata di spasmo comporta, seconda la metodologia classica, l’uso di dilatatori di dimensioni crescenti, che vengono inseriti in vagina gradualmente, sotto il controllo della paziente,
del ginecologo, dalla donna stessa o del partner.
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