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I sintomi della schizofrenia sono molto variabili sia in relazione alla fase della malattia (prodromica, esordio o lungo termine) che alla sottotipologia clinica. Possono presentarsi in
momenti critici (episodici) oppure in modo stabile e cronico e generalmente vengono suddivisi in due gruppi antitetici:
sintomi positivi e negativi. I primi sono manifestazioni nuove e anomale dovute alla malattia, i secondi derivano, invece, dalla perdita di capacità che erano presenti prima dell’esordio della malattia.
I sintomi positivi comprendono:
• I deliri, intesi come convinzioni contrarie alla realtà, durature, fermamente sostenute malgrado le prove del contrario, dissonanti rispetto al contesto di riferimento. Quelli più frequenti sono quelli di persecuzione, di grandezza, di riferimento, di lettura del pensiero.
• Le allucinazioni, cioè alterazioni della percezione per cui la persona crede di percepire cose che in realtà non ci sono. Tipiche quelle uditive, quando la persona sente voci che la insultano, la minacciano, la comandano o commentano le sue azioni.
• La disorganizzazione e la frammentazione del pensiero.
• Comportamento bizzarro e disorganizzato.
I sintomi negativi invece comprendono:
• Apatia
• Appiattimento affettivo
• Deficit nella produttività e fluidità dell’eloquio
• Perdita d’iniziativa
• Povertà ideativa
• Difficoltà a mantenere l’attenzione
• Compromissione dei rapporti interpersonali, del funzionamento sociale e lavorativo.
In pratica il soggetto non reagisce a quelle situazioni che negli altri suscitano emozioni,
perde interessi ed energie e tende a ridurre sempre più i propri rapporti sociali, fino
all’isolamento. Sono questi i sintomi più difficili da interpretare in modo chiaro, hanno un’evoluzione lenta e graduale e, almeno all’inizio, possono non sembrare segnali specifici di una patologia così grave, ma confondersi con i
sintomi depressivi.
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