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Tachicardia

Clinicamente si distinguono la tachicardia parossistica e la tachicardia sinusale.
La tachicardia parossistica è un' aritmia cardiaca determinata dalla stimolazione anomala di un centro generante impulsi, che si sostituisce al nodo senoatriale ed assume il comando del ritmo cardiaco per un tempo più o meno lungo. La frequenza cardiaca può variare tra 120 e 200 battiti al minuto, secondo la localizzazione di questo centro anomalo. Le cause sono diverse: lesioni organiche del cuore (ischemia, miocarditi reumatica o ipertensiva), intossicazioni farmacologiche o riflessi gastrocardiaci. Gli attacchi tachicardici presentano diversa durata e possono accompagnarsi ad ansia, sudorazione, ipotensione, sensazione di cardiopalmo. La terapia è fondata sull'uso di farmaci antiaritmici (es. betabloccanti) e sulla ricerca e cura della condizione patologica di base, da effettuarsi in ambiente specialistico.
La tachicardia sinusale, molto più frequente e non pericolosa, è l'aumento della frequenza dei battiti cardiaci oltre il normale valore, dovuta ad aumento del ritmo sinusale. Stati ansiogeni (in primis!), esercizio fisico, ipertiroidismo, abuso di caffè, fumo, anemia, febbre, ipotensione, vertigini e farmaci possono provocare l'insorgere di tachicardia sinusale; questa può essere asintomatica, oppure dare cardiopalmo soggettivamente percepito. L'inizio e la scomparsa sono sempre graduali, mai improvvisi. La terapia è ovviamente legata alla causa che determina la comparsa di tachicardia, ma se essa non è dovuta a condizioni mediche patologiche o ad assunzione di cibi, farmaci o sostanze stupefacenti, occorre prendere in considerazione la tutt'altro che rara possibilità che sia legata ad uno stato ansiogeno.
Spesso accade, soprattutto in chi soffre di attacchi di panico, che la crisi tachicardica spaventi la persona, che la interpreta come segno di imminente attacco cardiaco, con la conseguente attivazione del sistema ansiogeno, che a sua volta incrementa il ritmo cardiaco, in un circolo vizioso senza fine. Tale condizione beneficia assai di un intervento psicoterapeutico mirato di tipo cognitivo-comportamentale (vedi attacchi di panico).

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